Chirurgia di preservazione

Osteotomia di ginocchio.

Correggere l’asse per spostare il carico dalla parte danneggiata e preservare l’articolazione nei pazienti selezionati.

ObiettivoRidistribuire il carico
PazienteAttivo e selezionato
PianificazioneCorrezione dell’asse

Osteotomia femorale

Radiografia panoramica degli arti inferiori prima di osteotomia femorale
Radiografia delle ginocchia in carico prima di osteotomia femorale
Radiografia di controllo dopo osteotomia del femore distale con placca e viti

Le immagini mostrano insieme lo studio dell’asse e dell’articolazione in carico, quindi il controllo postoperatorio della correzione femorale e dei mezzi di sintesi.

Osteotomia tibiale

Radiografia panoramica degli arti inferiori per pianificazione di osteotomia tibiale
Radiografia panoramica dopo osteotomia tibiale con placca e viti

Le due radiografie panoramiche documentano la pianificazione dell’asse e il controllo in carico dopo la correzione tibiale con i mezzi di sintesi.

Quando usura e sovraccarico interessano soprattutto un compartimento in presenza di varismo o valgismo, l’osteotomia modifica la distribuzione delle forze senza sostituire il ginocchio con una protesi.

A chi può servire

È un’opzione soprattutto per persone attive con artrosi o sovraccarico prevalentemente monocompartimentale, buon movimento e richieste funzionali non ideali per una protesi precoce.

La pianificazione

Radiografie dell’intero arto in carico permettono di misurare l’asse e definire sede ed entità della correzione. Legamenti, menischi e cartilagine possono richiedere procedure associate.

Tempi biologici

L’osteotomia è una frattura chirurgica controllata che deve consolidare. Carico e attività progrediscono secondo radiografie, dolore, forza e controllo del movimento, non soltanto secondo il calendario.

Domande frequenti

Quando è indicato questo percorso?

Osteotomia di ginocchio. viene considerato dopo una diagnosi clinica completa, quando benefici attesi, alternative e richieste funzionali risultano coerenti.

Quali esami è utile portare alla visita?

È utile portare radiografie, risonanze o TC già eseguite, referti precedenti, elenco delle terapie provate e documentazione clinica rilevante.

La decisione dipende soltanto dalle immagini?

No. Sintomi, esame clinico, funzione, aspettative e condizioni generali vengono integrati con gli esami; non si tratta un referto isolato.

È sempre necessario un intervento?

No. Quando appropriato si considerano esercizio terapeutico, fisioterapia, farmaci, gestione del carico e procedure infiltrative prima della chirurgia.

Come vengono discusse le alternative?

Durante la visita vengono chiariti obiettivo, probabilità di beneficio, limiti, rischi e conseguenze della scelta di procedere o attendere.

Quanto dura il recupero?

Dipende dalla procedura, dai tessuti coinvolti e dalla condizione di partenza. Vengono definiti traguardi progressivi anziché una singola data valida per tutti.

Quando si può tornare al lavoro?

Tipo di lavoro, spostamenti, dolore e autonomia influenzano i tempi. Un’attività sedentaria e un lavoro fisicamente impegnativo richiedono programmi differenti.

La fisioterapia è sempre necessaria?

Il bisogno e l’intensità variano, ma educazione, recupero del movimento, forza e controllo del carico sono componenti essenziali di molti percorsi.

Quali segnali richiedono una rivalutazione?

Peggioramento rapido, febbre, blocco articolare, gonfiore importante, deficit neurologici o perdita improvvisa di funzione richiedono un contatto medico tempestivo.

Come si misura il risultato?

Il risultato viene valutato su dolore, autonomia, mobilità, forza, qualità del movimento e capacità di riprendere attività significative per la persona.